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Albero indifeso

  Betulla era il tuo nome
notte e giorno a stendere le fronde
t’adoperavi.
L’usignolo sul flebile ramo
la reggia costruiva
per non turbare la quiete tua.
Nella calura estiva
al ritmo del danzante vento
l’ombra spargevi.
Maestosità
mentre il bimbo gaudente
al sorriso esortavi.
Ora che resta
delle intarsiate fronde negli avviluppati rami?
Poco! L’uomo t’ha preso
una mattina di marzo
con ardore storpio t’ha reso.
Povera mia voce combattuto ha la guerra!
Dopo essersi annoiato
t’ha lasciato.
E ora … la tua forza ammiro
pur nello strazio novella esistenza offri
a ciuffi di foglie dei mutilati ceppi.


( Storia vera)


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 L'Autore della Poesia
Autore: maria rosa cugudda
Data Pubblicazione: 15/11/2012
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 Tutte le poesie di maria rosa cugudda
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.
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